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L’Atlante dell’Inatteso a Roma Est

9 Dicembre 2019

Lo scorso 6 dicembre la Fondazione Pastificio Cerere ha ospitato il primo degli incontri di L’Inatteso a Roma Est, un progetto di coinvolgimento pubblico tra ricerca artistica ed esplorazione urbana e sociale. Con questa iniziativa Stalker/NoWorking avvia la realizzazione di un Atlante dell’Inatteso a Roma Est: un dispositivo mobile immaginifico e relazionale, un tessuto il cui ordito sono i tanti flussi convergenti tra le maglie di Roma Est alla scoperta di luoghi e percorsi inattesi. Il processo di esplorazione si realizza attraverso la Scuola di Urbanesimo Nomade, un percorso conviviale di formazione reciproca che prevede sessioni di laboratori aperti a tutti.

L’Atlante è un dispositivo mobile immaginifico e relazionale, un telaio su cui filare, attraverso esplorazioni ed incontri, un tessuto il cui ordito sono i tanti flussi convergenti a Porta Maggiore e la cui trama è svolta da giovani artisti, assieme romani e stranieri, che come “navette” si infilano tra le maglie di Roma Est alla scoperta di luoghi e percorsi inattesi. Una Azione pubblica e condivisa che tesse tra loro memorie e immaginari, sguardi diversi, per competenza, generazione e cultura, sguardi locali – con il loro portato di memorie d’immigrazione e di lotte – e sguardi stranieri ma allo stesso tempo intimi perché partecipi di quei mondi e di quelle culture che continuano a ridisegnare le dinamiche geografie di Roma Est.

L’Inatteso a Roma Est è un progetto di coinvolgimento pubblico (Civic Engagement) tra ricerca artistica ed esplorazione urbana e sociale con cui Stalker/NoWorking avvia la realizzazione di un Atlante dell’Inatteso a Roma Est. L’Atlante è un dispositivo mobile immaginifico e relazionale, un telaio su cui filare, attraverso esplorazioni ed incontri, un tessuto il cui ordito sono i tanti flussi convergenti a Porta Maggiore e la cui trama è svolta da giovani artisti, assieme romani e stranieri, che come “navette” si infilano tra le maglie di Roma Est alla scoperta di luoghi e percorsi inattesi. Una Azione pubblica e condivisa che tesse tra loro memorie e immaginari, sguardi diversi, per competenza, generazione e cultura, sguardi locali – con il loro portato di memorie d’immigrazione e di lotte – e sguardi stranieri ma allo stesso tempo intimi perché partecipi di quei mondi e di quelle culture che continuano a ridisegnare le dinamiche geografie di Roma Est.

Un progetto di coinvolgimento pubblico (Civic Engagement) tra ricerca artistica ed esplorazione urbana e sociale che prevede diversi appuntamenti fino al 18 dicembre.

Il progetto è realizzato con Sara Alberani, Torun Bepparr, Lorenzo Bottiglieri, Lyrik Dela Cruz, Giulia Fiocca, Marco G. Ferrrari, Karimma 2G, Mohammed Keita, Mortezza Khaleghi, Mohammad Khavari, Zahra Kiann, Franky Kuete, Chiara Mangia, Lorenzo Romito e in collaborazione con Forum Territoriale del Parco delle Energie, Centro Culturale Giorgio Morandi, Real Academia de España e en Roma, Castro Project, AlbumArte, MACRO Asilo, Azienda Speciale Palaexpò, Fondazione Pastificio Cerere.

L’iniziativa è parte del programma di Contenporaneamente Roma Autunno 2019, promosso Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale e realizzato in SIAE. Il progetto è parte di Artists at Risk (AR): A European Network of Safe Havens, programma co-finanziato da Creative Europe.