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IL LAZZARETTO – NEW OPEN CALL FOR INTERNATIONAL ARTISTS 2020

28 Giugno 2020

Faresti una crociera sulla nave dei folli? / Hai già raggiunto l’età della ragione? / La pazzia ti visita almeno due volte al giorno? / Come riscriveresti il manifesto dadaista? / Sai come fare impazzire la maionese? / Hai mai indossato dei pantaloni a righe? / I sogni sono il teatro della follia? / Che differenza c’è tra un corvo e una scrivania? / Quante volte hai perso la testa? / Il labirinto ti tiene in equilibrio?

Il Lazzaretto è nato nel 2014 come Associazione culturale, per poi trasformarsi in Fondazione non-profit nel 2017. La sua missione è volta a favorire processi di trasformazione collettiva e individuale, percorsi di cambiamento e crescita, attraverso momenti di partecipazione culturale, caratterizzati da un approccio aperto, interrogativo e libero da stereotipi e preclusioni. L’approccio che Il Lazzaretto adotta in tutte le sue ricerche è il “dubbio metodologico”: porre domande il più possibile generative, praticare consapevolmente il dubbio come modo per raccogliere risposte plurali e spesso dissonanti che possano, di volta in volta, offrire un osservatorio sul presente e sulle sue trasformazioni. A questo scopo raccoglie fondi per promuovere e sostenere ricerche e iniziative dove arti visive, pratiche psico-fisiche e arti performative si incontrano. Il Lazzaretto lavora principalmente con due strumenti:

VIRUS!
Un programma di dialoghi e workshop con artisti, performer, curatori, filosofi, scienziati, dove il pubblico, specialistico e non, è invitato a per contribuire alla co-creazione della programmazione del Festival della Peste ponendo dubbi e domande, fornendo idee e punti di vista, mettendosi in relazione e in confronto diretto con il tema dell’anno. Virus! mette il pubblico al centro del processo creativo.

IL FESTIVAL DELLA PESTE!
Quattro giorni di performance, mostre, conversazioni, laboratori, pratiche psico-fisiche, a Milano, nella sede della Fondazione Il Lazzaretto e oltre, con la volontà di contagiare la città. Risultato di un anno di lavoro, di dialoghi, di workshop con artisti, performer, curatori, filosofi, scienziati, di dialogo con un pubblico chiamato a contribuire alla programmazione del festival ponendo domande, fornendo idee e punti di vista.

Quest’anno Il Lazzaretto, grazie al contributo di Fondazione Cariplo e alla partnership con FARE e AIR – artinresidence, ha deciso di introdurre una residenza per due artisti stranieri. In un’ottica di sperimentazione e di riconfigurazione delle pratiche artistiche in ambito digitale, la residenza si svilupperà online e non in presenza. Nata come risposta progettuale alla complessità della difficile situazione del momento, questa modalità di residenza segna l’inaugurazione di un nuovo percorso, pensato in una prospettiva di sviluppo di rinnovate strategie e metodologie. Durante un periodo di due mesi gli artisti selezionati troveranno nel web uno spazio, a loro riservato, di ricerca, confronto e discussione che avrà come oggetto il tema guida scelto da Il Lazzaretto e come contesto il territorio della città di Milano e la sua comunità di riferimento. Ciò che si richiede a ciascun artista è dunque di attivare un atto di creazione attraverso un processo di condivisione di idee, riflessioni e visioni, aperto alla relazione e al confronto con l’altro artista che condivide con lui la residenza, con una specifica comunità e/o con un pubblico più generico. A disposizione dell’artista ci sono i tutor che, attraverso incontri one-to-one, potranno stimolare la sua riflessione inviando materiale utile alla ricerca, facilitando incontri mirati e fornendo supporto per l’attivazione di workshop.


TEMA
Il Lazzaretto ogni anno focalizza la propria programmazione su un tema rispetto al quale intende stimolare e accogliere sguardi eterogenei e plurali. In questa direzione, le domande contenute nell’incipit della call rappresentano alcuni dei modi possibili di leggere e interpretare il tema scelto per l’edizione 2020.

La Pazzia è il tema guida del 2020 al Lazzaretto. Gli artisti, gli autori e le organizzazioni coinvolti nella programmazione culturale del Lazzaretto sono sollecitati a indagare il rapporto che individuo e società hanno con la follia, promuovendo una riflessione sulla percezione del sé e dell’altro e sulla sua ri-costruzione. Significa parlare di alterità, di diversità, di incomunicabilità, di paura, di aspetti non normati e non pacificati, di incomprensione, ma anche di gesto creativo, del rapporto tra follia e correnti artistiche nel tempo, di codici di comportamento e di abbigliamento; significa, insomma, affrontare e confrontarsi con l’alterità e con un luogo reale o immaginario e con i suoi eventuali confini.


DESTINATARI
La residenza è rivolta ad artisti, o collettivi di artisti, residenti all’estero che lavorino con le pratiche di partecipazione attraverso l’uso di qualsiasi tecnica o linguaggio (performance, danza, teatro, scultura, pittura, installazioni, video, digital, fotografia…).


FACILITIES
Il Lazzaretto metterà a disposizione dell’artista:

  • Tutoring svolto dallo staff di FARE.
  • Artist Fee di 2.000,00 euro. Nel caso di un collettivo di artisti l’importo della Fee non cambia.
  • Budget di produzione fino ad un massimo di 5.000,00 euro gestito da Il Lazzaretto.

CONDIZIONI
Cosa viene richiesto all’artista:

  • Sviluppo di un progetto sul tema guida del Lazzaretto che coinvolga un target group attraverso una o più attività di laboratorio durante il mese di residenza;
  • Documentazione della residenza in modalità online (blog, sito dedicato, podcast…) che lasci traccia dell’esperienza vissuta in termini di ricerca e di processo;
  • Restituzione finale del progetto durante il Festival della Peste! con modalità e spazi da individuare anche in base alle specificità del progetto;
  • Produzione di un testo relativo al progetto, da consegnarsi entro il 30 novembre 2020;
  • Disponibilità per eventuali necessità di comunicazione collegate alla residenza.

Il Lazzaretto riconosce all’artista la più ampia libertà di metodo e lavoro rispetto alla ricerca e alla realizzazione del progetto, ferma restando la dimensione di partecipazione attiva della comunità individuata in fase progettuale. L’adesione al programma di residenza implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento, del giudizio della commissione selezionatrice composta dallo staff de Il Lazzaretto e di FARE e del contratto integrale che verrà stipulato.


TEMPISTICHE
La residenza si svolge in sei fasi:

  • Lancio della call su invito e raccolta candidature: dal 27 giugno al 2 agosto 2020
  • Comunicazione dei due artisti selezionati: 10 agosto 2020
  • Periodo di residenza: dal 7 settembre al 7 novembre 2020
  • Presentazione finale del progetto durante il Festival della Peste!: dal 12 al 15 novembre 2020

MODALITÀ DI CANDIDATURA
Per partecipare al programma di residenza si richiede l’invio dei seguenti materiali:

  • Modulo di candidatura (scarica il form qui);
  • Portfolio in formato pdf. Eventuali contenuti audiovisivi o multimediali dovranno essere presenti su piattaforme o siti internet e riportati all’interno del portfolio in forma di link;
  • Curriculum e breve bio in formato pdf;
  • Lettera di presentazione del proprio percorso artistico e professionale e dell’interesse nei confronti del tema oggetto del bando (massimo 2.000 caratteri, formato pdf).

DEADLINE
I materiali completi dovranno essere inviati all’indirizzo call@illazzaretto.com entro il 2 agosto 2020.
Il materiale inviato non verrà restituito.
La commissione selezionatrice potrebbe richiedere ai candidati un colloquio via Skype.


IL LAZZARETTO
Il Lazzaretto è il luogo del contagio e delle contaminazioni, dove giocare con certezze e confini, praticare l’arte del dubbio e provocare significati possibili. Al Lazzaretto si entra certi, per poi scoprirsi spaesati, uscire stupiti, tornare più curiosi di prima. Il Lazzaretto è un’idea e una pratica, un terreno di sperimentazione e uno spazio fisico aperto e flessibile. Storicamente, era luogo della cura e della separazione dal resto del mondo. Essere una peste, oggi, significa aprirsi alle possibili contaminazioni del mondo; significa camminare sui confini, forzare il limite con ironia e divertimento, provare a combinare assieme logica e immaginazione, approccio scientifico e trepidazione, investigazione inflessibile e coraggio creativo, e, in ultima istanza, provare così a promuovere una riflessione sui processi di cambiamento e trasformazione individuale e collettiva.


FARE
FARE nasce con lo scopo di valorizzare e promuovere la cultura del contemporaneo operando nell’ambito dell’arte visiva. Si caratterizza per un attento esercizio di ascolto del sistema e dei suoi operatori: cosa manca, cosa va fatto, cosa si vorrebbe fare. L’attitudine dominante è la connessione, la ricerca progettuale improntata alla condivisione di idee, interessi, strategie dentro e attorno alle arti visive contemporanee. Nascono progetti di collaborazione con fondazioni, associazioni, enti culturali e di formazione e progetti più complessi come l’articolazione e la gestione di reti nazionali e internazionali nel campo della formazione e della mobilità per artisti, curatori e operatori culturali. FARE attraverso l’arte contemporanea e la sua dimensione partecipativa, inclusiva e transnazionale, promuove territori e identità, concorre alla crescita sociale delle comunità con cui dialoga, favorisce lo sviluppo di pubblico attraverso residenze, mostre, pubblicazioni, progetti educativi. FARE opera con il formato della residenza d’artista e sviluppa programmi di scambio, con partner internazionali, basati sulla ricerca interdisciplinare e la condivisione di conoscenze ed esperienze. I programmi indagano diverse aree di interesse: il know how di pratiche residenziali; il rapporto tra arte e sfera pubblica; lo sviluppo e il coinvolgimento del pubblico. Nel 2010 crea AIR – artinresidence.it, l’unico network italiano di residenze d’artista.

www.farearte.org
www.artinresidence.it


INFO E CONTATTI
Beatrice Oleari | call@illazzaretto.com

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